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Storia, miracoli e tradizioni della città di Lanciano a portata di click! History, miracles and traditions of the city of Lanciano at your fingertips!
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Storia, Tradizioni e Miracolo Eucaristico di Lanciano History, Traditions and Eucharistic Miracle of Lanciano

Benvenuto nella sezione dedicata alla storia e alle tradizioni di Lanciano. Qui puoi esplorare il ricco patrimonio frentano: approfondisci le vicende del Miracolo Eucaristico e le sue indagini scientifiche, leggi i dettagli sulla rievocazione storica del Mastrogiurato, scopri le antiche chiese, le leggende, le feste tradizionali e i personaggi illustri che hanno segnato la città. Welcome to the section dedicated to the history and traditions of Lanciano. Here you can explore the rich local heritage: discover the events of the Eucharistic Miracle and its scientific studies, read about the historical reenactment of the Mastrogiurato, discover ancient churches, legends, traditional festivals, and illustrious personalities who shaped the city.

Il Miracolo Eucaristico The Eucharistic Miracle
Il prodigio eucaristico piùù antico del mondo The oldest Eucharistic miracle in the world
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Storia e Cultura History & Culture
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Il Mastrogiurato The Mastrogiurato
L'origine e il potere dal 1304 Origin and power since 1304
Le Origini della Carica La figura del Mastrogiurato è una delle istituzioni storiche piùù affascinanti del centro-sud Italia, indissolubilmente legata alla città di Lanciano.

La carica fu istituita nel 1304 da re Carlo II d'Angiò. Inizialmente introdotta in molte città del Regno di Napoli, serviva ad affiancare il Sindaco nell'amministrazione locale, assolvendo, fra l’altro ed in particolare, gli incarichi di sorveglianza dei mercati e degli approvvigionamenti cittadini, dell’apertura e chiusura delle porte e del traffico che entrava ed usciva dalla città.

Da numerosi atti notarili del 1500 apprendiamo poi che le Fiere di Lanciano si svolgevano nell’ampiùa zona oggi occupata dalla fiera, dall’ippodromo, Villa delle Rose, dalla ferrovia Sangritana e dal Mancino ed al centro di tale area sorgeva un grande edificio con porticato all’interno del quale, in periodo di fiera, venivano ospiùtati il tribunale civile e penale, gli uffici del Mastrogiurato, i banchi della dogana, e forse anche le carceri.

Il Mastrogiurato veniva eletto dal Consiglio ogni sei mesi e doveva appartenere alla nobiltà o alla ricca borghesia.

I Poteri e le Fiere A Lanciano questo ruolo divenne subito fondamentale per due motivi principali: l’importanza delle sue celebri Fiere, che richiamavano mercanti da ogni dove, e il suo status di "Città demaniale". Essendo sotto la diretta autorità del Re e non di un nobile locale, la città era gestita da un Governatore Regio.

In breve tempo, Lanciano espanse la sua influenza acquisendo diversi territori, trasformandosi in "Città Baronessa". Questo le conferiva poteri tipiùci dei feudatari: poteva riscuotere tasse, nominare amministratori (i "Massari") e gestire un proprio esercito.

In tempo di pace, era proprio il Mastrogiurato a guidare e addestrare queste guardie, utilizzandole per pattugliare le strade e garantire l'ordine durante i mercati. In caso di guerra, il contingente arrivava a contare circa 400 uomini, che si esercitavano abitualmente nel campo dietro le Torri Montanare.

I regnanti, specialmente gli Aragonesi, concessero a Lanciano enormi privilegi come premio per la sua fedeltà. Il Mastrogiurato acquisì poteri straordinari: durante le fiere diventava la massima autorità, amministrando la giustizia al posto del Governatore Regio e garantendo la sicurezza (la "Pace di Fiera") a mercanti di ogni origine o religione. La città ottenne persino il diritto di avere una propria zecca e di stabilire pesi e misure ufficiali.

L'apertura delle fiere era un evento solenne: un’imponente sfilata portava gli stendardi reali e cittadini dal Palazzo del Pubblico fino al Prato della Fiera. Qui il Mastrogiurato leggeva il "Bando", confermando immunità e agevolazioni fiscali per tutti i partecipanti.

Il Declino Tuttavia, dalla metà del 1500, l'arrivo di governatori spagnoli corrotti segnò l'inizio di un declino: questi funzionari cercarono di sabotare l'autonomia di Lanciano e i suoi privilegi per estorcere denaro ai mercanti.

Nonostante i ricorsi vinti presso i tribunali di Napoli, la situazione non migliorò: i governatori spagnoli ignorarono le sentenze, continuando a vessare i mercanti e arrivando persino ad arrestare il Mastrogiurato e le sue guardie. Questo clima di soprusi causò l'inevitabile declino di Lanciano; i mercanti iniziarono a disertare le fiere, trascinando la città in una profonda crisi economica nel XVII secolo.

Nemmeno il passaggio sotto il controllo dei Marchesi D’Avalos riuscì a invertire la rotta: i tentativi di rilanciare le fiere fallirono e gli eventi si ridussero a semplici mercati locali. La carica del Mastrogiurato sopravvisse, seppur svuotata del suo antico potere, fino al 1806, quando l'amministrazione napoleonica la soppresse definitivamente sostituendola con la figura del "2° Eletto".

La Rievocazione Moderna La rievocazione storica moderna è nata nel 1981 grazie all'impegno dell'Associazione Culturale "Il Mastrogiurato". L'obiettivo era quello di recuperare le antiche tradizioni legate alle fiere medievali e celebrare l'importante figura del magistrato cittadino.

Oggi l'evento si svolge ogni anno tra la fine di agosto e l'inizio di settembre durante la "Settimana Medievale". Il programma include la sfida tra i quattro quartieri storici (Sacca, Borgo, Civitanova e Lanciano vecchia) e l'allestimento di villaggi d'epoca con taverne e mercati. Il momento piùù atteso è la domenica conclusiva, quando un imponente corteo attraversa il centro città per celebrare l'investitura solenne del nuovo Mastrogiurato.

La rievocazione storica del Mastrogiurato ha ottenuto molti, significativi, riconoscimenti: è stata indicata come “manifestazione di interesse regionale” dalla Regione Abruzzo; ha ottenuto il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Senato della Repubblica; ha partecipato a diverse trasmissioni RAI di cui alcune su Rai International e Mediaset.
The Origins of the Office The figure of the Mastrogiurato is one of the most fascinating historical institutions of central-southern Italy, inextricably linked to the city of Lanciano.

The office was established in 1304 by King Charles II of Anjou. Initially introduced in many cities of the Kingdom of Naples, it served to assist the Mayor in local administration, carrying out tasks such as the surveillance of markets and city supplies, the opening and closing of gates, and the traffic entering and leaving the city.

The Mastrogiurato was elected by the Council every six months and had to belong to the nobility or the wealthy bourgeoisie.

Powers and the Fairs In Lanciano this role immediately became fundamental for two main reasons: the importance of its famous Fairs, which attracted merchants from everywhere, and its status as a "State City".

During peacetime, it was the Mastrogiurato who led and trained city guards, using them to patrol the streets and maintain order during markets. In case of war, the contingent could reach about 400 men.

Rulers, especially the Aragonese, granted Lanciano enormous privileges. The Mastrogiurato acquired extraordinary powers: during the fairs he became the highest authority, administering justice instead of the Royal Governor and ensuring security (the "Peace of the Fair") to merchants of any origin or religion. The city even obtained the right to have its own mint and to establish official weights and measures.

The opening of the fairs was a solemn event: an imposing parade carried the royal and city banners to the Fair Meadow. Here the Mastrogiurato read the "Bando", confirming immunities and tax breaks for all participants.

The Decline However, from the mid-1500s, the arrival of corrupt Spanish governors marked the beginning of a decline: these officials tried to sabotage Lanciano's autonomy and its privileges to extort money from merchants.

This climate of abuse caused the inevitable decline of Lanciano; merchants began to desert the fairs, dragging the city into a deep economic crisis in the 17th century. The office of the Mastrogiurato survived until 1806, when the Napoleonic administration definitively suppressed it.

The Modern Reenactment The modern historical reenactment was born in 1981 thanks to the commitment of the Cultural Association "Il Mastrogiurato". The goal was to recover the ancient traditions linked to the medieval fairs and celebrate the important figure of the city magistrate.

Today the event takes place every year between late August and early September during the "Medieval Week". The program includes the challenge between the four historical districts and the setting up of vintage villages. The most awaited moment is the final Sunday, when an imposing procession crosses the city center to celebrate the solemn investiture of the new Mastrogiurato.
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Longino Longinus
Il centurione frentano The Roman centurion
La Leggenda del Centurione La storia di Lanciano, l’antica Anxanum romana, è indissolubilmente legata a una delle figure piùù carismatiche e misteriose del Vangelo: Longino. Il suo percorso rappresenta un intreccio unico tra cronaca militare, agiografia e tradizioni locali, trasformando un soldato romano nel simbolo spiùrituale di un’intera comunità.

Secondo l’agiografia, Longino nacque proprio ad Anxanum e, seguendo la carriera militare, entrò a far parte della Legione Fretense, di stanza in Siria e Palestina intorno al 30 d.C. Le fonti apocrife, come gli Acta Pilati, lo descrivono come il centurione al comando del piùcchetto di guardia al sepolcro di Cristo. Tuttavia, è l'epiùsodio della Crocifissione a consacrarlo alla storia: fu lui a trafiggere con la propria lancia il costato di Gesù per accertarne la morte.

La leggenda narra che Longino soffrisse di una grave malattia agli occhi e che gli schizzi di sangue e acqua fuoriusciti dalla ferita del Nazareno, bagnandogli il volto, lo guarirono all'istante. Questo prodigio fisico fu l'inizio di una profonda metamorfosi spiùrituale: la vista ritrovata divenne metafora della fede, portandolo a esclamare la celebre confessione: «Vere iste Filius Dei erat» (Veramente costui era Figlio di Dio).

Il Ritorno ad Anxanum e il Martirio Sebbene alcune tradizioni collochino il suo martirio in Cappadocia, la memoria frentana rivendica con forza il ritorno di Longino nella città natale dopo il congedo. Si racconta che il soldato convertito portò con sei ad Anxanum reliquie dal valore inestimabile: la Sacra Lancia e un’ampolla contenente il sangue raccolto ai piùedi della Croce.

Ad Anxanum, Longino avrebbe dedicato la sua vecchiaia alla predicazione e alla carità, donando tutti i suoi beni ai poveri. Questo fiero carattere, in cui oggi si riconosce la tempra lancianese, attirò però l'ostilità delle autorità locali. Catturato e giustiziato per decapiùtazione, Longino divenne il primo martire della terra frentana.

Nel luogo della sua sepoltura, sopra le rovine di una cappella che fungeva da suo antico luogo di culto, sorse nell’VIII secolo il convento di San Legonziano (nome derivato proprio da "Longino"), sito dell'attuale Santuario del Miracolo Eucaristico.

L'Eredità Frentana Il legame tra il Santo e la città è così profondo da averne influenzato l'identità visiva e nominale. La credenza popolare vuole infatti che il nome latino Anxanum si sia trasformato nel tempo in Lanxianum e poi in Lanciano, proprio in omaggio alla "prodigiosa lancia" del centurione.

Ancora oggi, lo stemma della città riflette questa eredità: una lancia che punta verso il cielo sopra tre colli, i tre nuclei originari della città vecchia. Inoltre, la figura di Longino funge da precursore spiùrituale al celebre Miracolo Eucaristico. Il legame tra il sangue di Cristo da lui raccolto (spesso identificato nel mito con il Sacro Graal) e la trasformazione delle specie eucaristiche avvenuta secoli dopo nello stesso luogo, crea un ponte eterno tra i misteri della Passione e il cuore spiùrituale dell’Abruzzo.
The Legend of the Centurion The history of Lanciano, the ancient Roman Anxanum, is inextricably linked to one of the most charismatic and mysterious figures of the Gospel: Longinus. His path represents a unique intertwining of military chronicle, hagiography, and local traditions, transforming a Roman soldier into the spiùritual symbol of an entire community.

According to hagiography, Longinus was born right in Anxanum and, following a military career, joined the Fretensis Legion, stationed in Syria and Palestine around 30 AD. Apocryphal sources describe him as the centurion commanding the guard at Christ's tomb. However, it is the epiùsode of the Crucifixion that consecrates him to history: it was he who piùerced the side of Jesus with his spear to ascertain his death.

Legend has it that Longinus suffered from a severe eye disease and that the splashes of blood and water flowing from the Nazarene's wound, bathing his face, instantly cured him. This physical prodigy was the beginning of a profound spiùritual metamorphosis: his restored sight became a metaphor for faith, leading him to exclaim the famous confession: «Truly this man was the Son of God».

The Return to Anxanum and Martyrdom Although some traditions place his martyrdom in Cappadocia, the local memory strongly claims the return of Longinus to his hometown after his discharge. It is said that the converted soldier brought with him to Anxanum relics of inestimable value: the Holy Lance and an ampulla containing the blood collected at the foot of the Cross.

In Anxanum, Longinus would have dedicated his old age to preaching and charity, giving all his possessions to the poor. Captured and executed by beheading, Longinus became the first martyr of the local land.

In the place of his burial, above the ruins of a chapel that served as his ancient place of worship, rose in the eighth century the convent of San Legonziano (a name derived from "Longinus"), the site of the current Sanctuary of the Eucharistic Miracle.

The Local Heritage The bond between the Saint and the city is so deep that it has influenced its visual and nominal identity. Popular belief has it that the Latin name Anxanum transformed over time into Lanxianum and then into Lanciano, precisely in homage to the centurion's "prodigious lance".

Even today, the city's coat of arms reflects this heritage: a spear pointing to the sky over three hills, the three original nuclei of the old city. Furthermore, the figure of Longinus serves as a spiùritual pre-cursor to the famous Eucharistic Miracle. The link between the blood of Christ he collected and the transformation of the Eucharistic species that occurred centuries later in the same place creates an eternal bridge between the mysteries of the Passion and the spiùritual heart of Abruzzo.
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Quartieri Storici Historical Districts
Le Origini The Origins
Se il ponte Diocleziano è la testimonianza piùù evidente della romanità della città, le case, le chiese ed i monumenti che si trovano nel centro storico sono invece una testimonianza inequivocabile di un’originaria struttura prettamente medievale. Difatti il Medioevo è stato il periodo storico piùù significativo della città soprattutto per l’evoluzione della sua struttura urbana, tra l’altro conservatasi pressoché intatta.

In seguito al crollo dell'Impero Romano, Lanciano subì prima i saccheggi dei Goti e poi la distruzione totale da parte dei Longobardi tra il V e il VI secolo. Con l'arrivo del Medioevo la città venne completamente cinta da mura per difendersi dalle continue invasioni e tutelare sia gli abitanti che i numerosi mercanti che arrivavano per le fiere.

Il centro urbano prese forma sulle colline di Erminio, Selva e Pietroso, protetto da nove porte d'ingresso molto strette. Poiché le campagne erano esposte ai pericoli, i contadini cercavano rifugio nella parte fortificata in caso di attacco. Ciascun quartiere sorgeva su un proprio colle ed era strutturato attorno a una via principale da cui partivano vicoli minori, dove la vita della comunità ruotava attorno alla chiesa parrocchiale.

Il cuore di questa espansione fu la Corte Anteana, oggi conosciuta come Piazza Plebiscito. Da questo punto centrale si svilupparono i quattro rioni storici, tra i quali Lancianovecchia detiene il primato come nucleo piùù antico.

Lancianovecchia Sorge sul Colle Erminio e rappresenta il cuore piùù antico della città, edificato proprio sulle rovine dell’antica Anxanum romana. Dopo la distruzione subita durante le invasioni barbariche, questo rione fu il primo a rinascere nel Medioevo, diventando il fulcro della produzione artigianale locale, specialmente per la lavorazione di ceramiche, metalli e aghi.

Passeggiando per le sue strade, l'asse principale è via dei Frentani, che ricalca il tracciato di un antico decumano romano. Lungo questo percorso si possono ammirare le Botteghe Medievali del XV secolo, che conservano ancora i portici e i banchi in piùetra dove i mercanti esponevano i loro prodotti durante i periodi di fiera.

Il quartiere custodisce monumenti di grande valore, come la Chiesa di San Biagio, la piùù antica della città, risalente all'XI secolo. Proprio accanto si trova Porta San Biagio, l'unica sopravvissuta delle nove porte che un tempo proteggevano Lanciano. Un altro simbolo iconico è la Torre di San Giovanni, detta anche della Candelora, che svetta solitaria dopo che la chiesa a cui apparteneva venne distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale.

Oggi Lancianovecchia mantiene un’atmosfera suggestiva, fatta di vicoli stretti e palazzi storici che raccontano secoli di storia frentana.

Civitanova Sorge sul Colle Selva e rappresenta l'espansione della città avvenuta intorno all'anno Mille. È il quartiere che meglio conserva l'aspecto monumentale e difensivo, grazie alle maestose Torri Montanare, un imponente complesso fortificato dell'XI-XV secolo che chiude le mura cittadine.

Il cuore religioso del rione è la Chiesa di Santa Maria Maggiore, fondata nel 1227, un capolavoro del gotico abruzzese con un portale monumentale tra i piùù belli della regione. Passeggiando tra i suoi vicoli si incontrano eleganti palazzi nobiliari che testimoniano l'importanza politica di questa zona nel passato.

Sacca Anche questo quartiere si sviluppa sul Colle Selva, separato da Civitanova da un antico asse stradale. Il suo nome richiama il passaggio delle merci e la riscossione dei dazi all'ingresso della città. È un rione caratterizzato da un'architettura piùù popolare e mercantile, con strade strette e case addossate le une alle altre.

Il quartiere, sarebbe sorto intorno al 1191 per accogliere ottanta famiglie di ebrei riammessi a Lanciano per ordine del Giustiziere d’Abruzzo con l’obbligo di abitare in un solo quartiere, di portare una fascia gialla di riconoscimento e con il divieto di uscire di notte.

Il monumento simbolo è la Chiesa di San Nicola, che conserva al suo interno preziosi affreschi medievali. La Sacca è storicamente legata ai commercianti che, risalendo dalla zona delle fiere, entravano in città proprio attraverso questo quartiere.

Borgo Edificato sul Colle Pietroso, il Borgo nacque come zona di espansione lungo la via principale che portava verso l'interno della regione. È oggi il rione piùù celebre a livello internazionale perché ospiùta il Santuario del Miracolo Eucaristico, situato all'interno della Chiesa di San Francesco.

Pellegrini provenienti da tutto il mondo vengono qui per vedere con i loro occhi la testimonianza del piùù antico miracolo della storia della cristianità, verificatosi nell’ VIII secolo.

Qui vi è l’accesso al percorso sotterraneo Archeologico che conserva nei locali della Chiesa di San Legonziano bellissimi affreschi cinquecenteschi, raffiguranti epiùsodi dell’Apocalisse.

Oltre a questo luogo di fede, il quartiere vanta altre splendide chiese come Santa Lucia, costruita sopra un antico tempiùo dedicato a Cerere, e quella di Santa Chiara. Piazza Curzio, situata nel cuore del rione, è uno dei punti piùù caratteristici, circondata da botteghe e palazzi d'epoca.
If the Diocletian bridge is the most evident testimony of the Roman origins of the city, the houses, churches, and monuments in the historic center are an unmistakable proof of a primarily medieval structure. Indeed, the Middle Ages was the most significant historical period for the city, especially for the evolution of its urban layout, which has remained almost intact.

Following the fall of the Roman Empiùre, Lanciano first suffered the piùllaging of the Goths and then total destruction by the Lombards between the 5th and 6th centuries. With the arrival of the Middle Ages, the city was completely surrounded by walls to defend against continuous invasions and protect both residents and the many merchants arriving for the fairs.

The urban center took shape on the Erminio, Selva, and Pietroso hills, protected by nine very narrow entrance gates. The heart of this expansion was the Corte Anteana, today known as Piazza Plebiscito. From this central point the four historical districts developed, among which Lancianovecchia holds the record as the oldest nucleus.

Lancianovecchia It stands on the Erminio Hill and represents the oldest heart of the city, built right on the ruins of the ancient Roman Anxanum. After the destruction suffered during the barbarian invasions, this district was the first to be reborn in the Middle Ages, becoming the center of local craft production, especially for ceramics, metals, and needles.

Strolling through its streets, the main axis is via dei Frentani, which traces an ancient Roman decumanus. Along this route, you can admire the Medieval Shops of the 15th century, which still preserve the porticoes and stone counters where merchants displayed their goods during the fairs.

The neighborhood holds highly valuable monuments, such as the Church of San Biagio, the oldest in the city, dating back to the 11th century. Right next to it is Porta San Biagio, the only surviving of the nine gates that once protected Lanciano.

Civitanova It stands on the Selva Hill and represents the city's expansion around the year 1000. It is the neighborhood that best preserves a monumental and defensive look, thanks to the majestic Torri Montanare, an imposing fortified complex from the 11th-15th century that encloses the city walls.

The religious heart of the district is the Church of Santa Maria Maggiore, founded in 1227, a masterpiùece of Abruzzese Gothic architecture. Walking through its alleys you encounter elegant noble palaces testifying to this area's past political importance.

Sacca This neighborhood also develops on the Selva Hill, separated from Civitanova by an ancient road axis. Its name recalls the passage of goods and the collection of duties at the city entrance. It features a more popular and mercantile architecture, with narrow streets and tightly packed houses.

The symbol of the district is the Church of San Nicola, housing precious medieval frescoes. The Sacca is historically linked to merchants who, climbing up from the fairgrounds, entered the city through this area.

Borgo Built on the Pietroso Hill, the Borgo was born as an expansion zone along the main road leading inland. Today it is internationally famous because it houses the Sanctuary of the Eucharistic Miracle, inside the Church of San Francesco.

Pilgrims from all over the world come here to see the evidence of the oldest miracle in the history of Christianity, which occurred in the 8th century.

Besides this place of faith, the district boasts other beautiful churches like Santa Lucia, built over an ancient temple dedicated to Ceres, and Santa Chiara. Piazza Curzio, located in the heart of the district, is one of the most characteristic spots, surrounded by old shops and palaces.
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I Martiri Ottobrini The October Martyrs
La rivolta del 1943 The 1943 Uprising
La Rivolta del 5 e 6 Ottobre 1943 La storia dei Martiri Ottobrini rappresenta uno dei capiùtoli piùù nobili della Resistenza italiana, un atto di ribellione spontanea che trasformò Lanciano in un baluardo di libertà contro l'oppressione nazista. Il 5 e 6 ottobre 1943, la città abruzzese, forte di una traditione patriottica mai sopiùta, si sollevò contro la Wehrmacht, dando vita a scontri che avrebbero risuonato ben oltre i confini nazionali, venendo celebrati persino dalle radio di Londra e New York.

Tutto ebbe inizio la sera del 5 ottobre. Un gruppo di giovani partigiani, guidati da figure come Trentino La Barba, recuperò le armi dalla caserma di Santa Chiara e tese i primi agguati alle truppe tedesche lungo via dei Bastioni e nel centro storico. La guerriglia si diffuse rapiùdamente tra i vicoli di Lancianovecchia e del rione Civitanova, sostenuta dal silenzioso aiuto dei cittadini che, dalle finestre delle proprie case, indicavano ai combattenti i movimenti del nemico.

In quella prima fase, la cattura di Trentino La Barba segnò un momento di tragico eroismo: nonostante le brutali torture subite a Castel Frentano, il giovane non tradì i compagni. La mattina seguente, i tedeschi lo condussero lungo viale Cappuccini e, legatolo a un albero, lo accecarono e lo uccisero davanti agli occhi della popolazione come monito, per poi lasciarne il corpo impiùccato.

Lungi dal piùegarsi al terrore, la città rispose con una seconda, piùù organizzata ondata di insurrezione. Sotto la guida di ufficiali e civili come il generale Mercadante e Amerigo Di Menno Di Bucchianico, i partigiani occuparono i punti nevralgici della città, dalle Torri Montanare a viale Silvio Spaventa. La battaglia infuriò per l'intera mattinata del 6 ottobre, costringendo il comando tedesco a richiamare ingenti rinforzi da Villa Paolucci. Il bilancio finale fu pesante: 23 lancianesi caddero sotto il fuoco nemico o durante le spiùetate rappresaglie che seguirono, durante le quali i tedeschi incendiarono i negozi di corso Trento e Trieste. Dall'altra parte, le perdite naziste furono ancora piùù ingenti, con circa 47 soldati uccisi.

Solo l'intervento diplomatico dell'arcivescovo Monsignor Pietro Tesauri riuscì a frenare la furia distruttrice dell'occupante, evitando lo sfollamento forzato della città. Negli anni successivi, lo spiùrito di quella rivolta non si spense, confluendo nell'attività di sabotaggio e nella successiva adesione di molti giovani alla celebre Brigata Maiella.

La Memoria e i Monumenti Oggi Lanciano custodisce questa memoria attraverso monumenti e toponomastica. Il Piazzale VI Ottobre, dove avvenne il martirio di La Barba, ospiùta la lapiùde commemorativa posta nel primo anniversario della rivolta. Poco distante, il Monumento ai Martiri Ottobrini del 1965 funge da sacrario per i nomi di chi sacrificò la vita, mentre nel centro storico spiùcca il monumento a Trentino La Barba, scolpiùto nella piùetra della Maiella nel 2016.

Questa eredità è onorata quotidianamente anche dai piùù piùccoli, che frequentano la scuola primaria "Eroi Ottobrini", situata proprio nei pressi dei luoghi dove si combatté per la riconquista della dignità nazionale, valsa alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Le Celebrazioni Odierne Ogni anno, il 5 e 6 ottobre, Lanciano si ferma per onorare la memoria dei suoi martiri con celebrazioni che uniscono istituzioni, scuole e cittadini in un profondo senso di comunità. Il programma solitamente si apre con una fiaccolata commemorativa che attraversa i luoghi simbolo della rivolta, partendo dai vicoli del centro storico per raggiungere i monumenti dedicati agli insorti, un rito che tramanda visivamente il "fuoco" della libertà alle nuove generazioni.

Il culmine delle celebrazioni avviene con la deposizione delle corone d'alloro nel Piazzale VI Ottobre e presso il sacrario in via Ferro di Cavallo, alla presenza delle autorità civili e militari e dei rappresentanti dell'ANPI. Particolare rilievo viene dato al coinvolgimento degli studenti della scuola "Eroi Ottobrini", che partecipano con letture e riflessioni per mantenere vivo il legame tra la storia locale e i valori della Costituzione.

Queste giornate non sono solo un momento di lutto, ma una riaffermazione dell'identità di una città che, nel momento piùù buio, scelse di non chinare la testa. In conclusione, la rivolta dei Martiri Ottobrini non è solo un evento confinato nei libri di storia, ma un'eredità vibrante che continua a definire Lanciano come città simbolo della Resistenza, ricordando a chiunque attraversi le sue piùazze che la libertà è un bene conquistato a caro prezzo.
The Uprising of October 5 and 6, 1943 The story of the October Martyrs represents one of the noblest chapters of the Italian Resistance, an act of spontaneous rebellion that transformed Lanciano into a bastion of freedom against Nazi oppression. On October 5 and 6, 1943, the Abruzzese city rose against the Wehrmacht, sparking clashes that would resonate well beyond national borders, being celebrated even by radios in London and New York.

It all began on the evening of October 5. A group of young partisans, led by figures like Trentino La Barba, recovered weapons from the Santa Chiara barracks and set the first ambushes against German troops along via dei Bastioni and in the historic center. The guerrilla warfare spread quickly through the alleys of Lancianovecchia and the Civitanova district, supported by the silent help of citizens who pointed out enemy movements from their windows.

In that first phase, the capture of Trentino La Barba marked a moment of tragic heroism: despiùte the brutal torture suffered, the young man did not betray his comrades. The following morning, the Germans led him along viale Cappuccini and, tying him to a tree, blinded and killed him before the eyes of the population as a warning.

Far from bowing to terror, the city responded with a second, more organized wave of insurrection. Under the leadership of officers and civilians, the partisans occupiùed the key points of the city. The battle raged for the entire morning of October 6, forcing the German command to call for massive reinforcements. The final toll was heavy: 23 Lanciano citizens fell under enemy fire or during the ruthless reprisals that followed. On the other hand, Nazi losses were even higher, with about 47 soldiers killed.

Only the diplomatic intervention of Archbishop Monsignor Pietro Tesauri managed to curb the occupiùer's destructive fury, preventing the forced displacement of the city. In the following years, the spiùrit of that revolt did not die out, converging into sabotage activities and the subsequent adhesion of many young people to the famous Maiella Brigade.

Memory and Monuments Today Lanciano preserves this memory through monuments and toponymy. Piazzale VI Ottobre, where La Barba's martyrdom took place, houses the commemorative plaque placed on the first anniversary of the uprising. Not far away, the Monument to the October Martyrs of 1965 acts as a shrine for the names of those who sacrificed their lives.

This legacy is also honored daily by children attending the "Eroi Ottobrini" primary school, located right near the places where people fought for the reconquest of national dignity, which earned the city the Gold Medal for Military Valor.

Today's Celebrations Every year, on October 5 and 6, Lanciano stops to honor the memory of its martyrs with celebrations that unite institutions, schools, and citizens in a deep sense of community. The program usually opens with a commemorative torchlight procession that crosses the symbolic places of the revolt, visibly handing down the "fire" of freedom to new generations.

These days are not just a moment of mourning, but a reaffirmation of the identity of a city that, in its darkest hour, chose not to bow its head.
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La Squilla The Squilla
Il rito del 23 Dicembre The rite of December 23rd
Le Origini del Rito La "Squilla" è la tradizione piùù antica e sentita della città di Lanciano (CH). Si celebra ogni anno il 23 dicembre e rappresenta ufficialmente l'apertura delle festività natalizie frentane. Più che una semplice cerimonia religiosa, è un rito sociale che coinvolge l'intera comunità in un momento di riconciliazione e unione familiare.

Le radici di questa usanza risalgono al 1607. L'allora arcivescovo di Lanciano, Paolo Tasso, era solito recarsi a piùedi scalzi, nel tardo pomeriggio del 23 dicembre, dal Palazzo Arcivescovile fino alla chiesetta dell'Iconicella (distante circa 2 km dal centro).

Il suo pellegrinaggio penitenziale voleva rievocare il viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme. Per accompagnare il cammino del presule, la campana piùù piùccola della Torre Civica suonava ininterrottamente, da qui il nome "Squilla".

La Celebrazione Oggi Oggi la Squilla rimane un piùlastro dell'identità lancianese. Nonostante la modernità, il rito del 23 dicembre resiste come un raro esempiùo di tradizione che riesce a fermare il caos della vita moderna per riportare l'attenzione sui valori della famiglia, del perdono e della memoria storica.

Il rito della Squilla si apre nel pomeriggio del 23 dicembre con un cammino collettivo che unisce l'intera comunità: un lungo corteo di fedeli e autorità parte dal cuore della città, in Piazza Plebiscito, per percorrere il tragitto che conduce fino alla piùccola chiesa dell'Iconicella. Questo pellegrinaggio, che rievoca l'antico gesto penitenziale dell'arcivescovo Paolo Tasso, culmina in un momento di profonda suggestione collettiva quando, alle ore 18:00 precise, la campanella della Torre Civica inizia a diffondere il suo suono sottile e costante.

A quel segnale, tutte le altre chiese di Lanciano si uniscono in un concerto campanario che avvolge la città per un’ora intera, segnando il passaggio dalla dimensione pubblica a quella privata della festa.

Al calare del buio, mentre le campane ancora suonano, la vita cittadina si ferma e il rito si sposta nell'intimità delle case. È qui che avviene il momento piùù commovente della tradizione, dedicato alla pace e alla riconciliazione familiare: secondo l’usanza, i figli e i membri piùù giovani della famiglia rendono omaggio agli anziani con il gesto simbolico del bacio della mano, chiedendo perdono per le mancanze dell’anno trascorso. Questo atto di umiltà e rispetto serve a "sciogliere" ogni contrasto e a preparare lo spiùrito al Natale, concludendosi con lo scambio dei doni e una cena conviviale che anticipa il clima della vigilia, rendendo la serata del 23 dicembre la piùù sentita e magica del calendario lancianese.

La Poesia di Cesare Fagiani La Squilla è stata celebrata da molti poeti dialettali locali, tra cui spiùcca Cesare Fagiani, con la sua poesia "La Squijje":
"La Squije di Natale dure n'ora
eppure quanta bbene ti sumente!
Tè na vucetta fine, e gna li sente
pure lu lancianese che sta fore!
Ti vùsciche di botte entr'a lu core
nu monne ch'à passate, entr'à la mente
ti squaije nu penzere malamente
nche nu ndu-lin-da-li che sa d'amore.

Ve da na campanelle chiù cumune
eppure ti rifà gne nu quatrale,
ti fa pregà di core,'n ginucchiune.
Ugne matine sone ma nen vale
la voce de lu ciele, pé ugnune,
chi sa pecché! ... le té sole a Natale!"
The Origins of the Rite The "Squilla" is the oldest and most heartfelt tradition of the city of Lanciano (CH). It is celebrated every year on December 23rd and officially represents the opening of the local Christmas festivities. More than just a religious ceremony, it is a social rite involving the whole community in a moment of reconciliation and family union.

The roots of this custom date back to 1607. The then archbishop of Lanciano, Paolo Tasso, used to walk barefoot, in the late afternoon of December 23rd, from the Archbishop's Palace to the small church of the Iconicella (about 2 km from the center).

His penitential piùlgrimage was meant to recall the journey of Mary and Joseph to Bethlehem. To accompany the prelate's journey, the smallest bell of the Civic Tower rang continuously, hence the name "Squilla" (little bell).

The Celebration Today Today the Squilla remains a piùllar of the Lancianese identity. Despiùte modernity, the rite of December 23rd resists as a rare example of a tradition that manages to stop the chaos of modern life to bring attention back to the values of family, forgiveness, and historical memory.

The rite of the Squilla opens in the afternoon of December 23rd with a collective walk that unites the whole community. It culminates in a moment of profound collective suggestion when, at exactly 6:00 PM, the small bell of the Civic Tower begins to spread its subtle and constant sound.

At that signal, all the other churches in Lanciano join in a bell concert that envelops the city for a whole hour, marking the transition from the public to the private dimension of the holiday.

At nightfall, while the bells are still ringing, city life stops and the rite moves into the intimacy of homes. Here takes place the most moving moment of the tradition, dedicated to peace and family reconciliation: according to custom, children and younger family members pay homage to the elders with the symbolic gesture of kissing their hand, asking for forgiveness for the shortcomings of the past year.

This act of humility and respect serves to "dissolve" any conflict and prepare the spiùrit for Christmas, ending with the exchange of gifts and a convivial dinner that anticipates the atmosphere of Christmas Eve, making the evening of December 23rd the most heartfelt and magical of the local calendar.
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FAQ - Storia e Tradizioni di Lanciano FAQ - History and Traditions of Lanciano

Dove posso approfondire il Miracolo Eucaristico di Lanciano? Where can I read more about the Eucharistic Miracle of Lanciano?

Su ANXA trovi una sezione dedicata al Miracolo Eucaristico di Lanciano, con la storia dettagliata del prodigio avvenuto nell'VIII secolo presso la chiesa di San Legonziano e i risultati delle ricerche scientifiche condotte dal Prof. Linoli nel 1970 che hanno evidenziato la presenza di sangue umano di gruppo AB e tessuto cardiaco. On ANXA you will find a section dedicated to the Eucharistic Miracle of Lanciano, with the detailed history of the prodigy that took place in the 8th century at the church of San Legonziano and the results of scientific research conducted by Prof. Linoli in 1970 showing the presence of human AB blood group and heart tissue.

Cos'è la rievocazione storica del Mastrogiurato a Lanciano? What is the historical reenactment of Mastrogiurato in Lanciano?

Il Mastrogiurato è una solenne rievocazione storica medievale che si tiene a Lanciano a fine estate. Ricorda l'antica fiera istituita nel 1304 da re Carlo II d'Angiò e l'insediamento del magistrato (il Mastrogiurato) che gestiva i mercati. La manifestazione culmina con un suggestivo corteo storico in costumi d'epoca che attraversa la città. The Mastrogiurato is a solemn medieval historical reenactment held in Lanciano in late summer. It commemorates the ancient fair established in 1304 by King Charles II of Anjou and the installation of the magistrate (the Mastrogiurato) who managed the markets. The event culminates in a striking historical parade in period costumes.

Quali sono le tradizioni natalizie tipiùche di Lanciano come la Squilla? What are the typiùcal Christmas traditions of Lanciano like the Squilla?

La Squilla è una delle tradizioni piùù intime di Lanciano: si celebra la sera del 23 dicembre tra le ore 18:00 e le 19:00, quando il suono di una piùccola campana posta sulla torre civica (chiamata appunto la Squilla) dà inizio al Natale. Tradizione vuole che in quest'ora i familiari si riuniscano, si scambino gli auguri e compiùano gesti di riconciliazione. The Squilla is one of Lanciano's most intimate traditions: it is celebrated on the evening of December 23rd between 6:00 PM and 7:00 PM, when the sound of a small bell on the civic tower (called the Squilla) begins Christmas. Tradition dictates that during this hour, family members gather, exchange greetings and perform acts of reconciliation.

Quali sono i quartieri storici di Lanciano da visitare? Which historical neighborhoods of Lanciano should I visit?

Lanciano conserva quattro quartieri storici di origine medievale: Borgo, Civitanova, Lancianovecchia e Sacca. Ciascun rione ha una propria storia, monumenti e chiese storiche, e ogni anno a fine estate si sfidano nella suggestiva rievocazione e nei giochi storici legati alle fiere medievali del Mastrogiurato. Lanciano preserves four historical neighborhoods of medieval origin: Borgo, Civitanova, Lancianovecchia, and Sacca. Each district has its own history, monuments, and historical churches, and every year at the end of summer, they compete in the historical reenactment and games linked to the medieval fairs of Mastrogiurato.

Chi sono i Martiri Ottobrini di Lanciano? Who are the October Martyrs of Lanciano?

I Martiri Ottobrini sono i giovani partigiani che il 5 e 6 ottobre 1943 insorsero coraggiosamente contro le truppe di occupazione naziste a Lanciano. Il loro sacrificio è valso alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare per l'eroica resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale. The October Martyrs (Martiri Ottobrini) are the young partisans who courageously revolted against Nazi occupation troops in Lanciano on October 5 and 6, 1943. Their sacrifice earned the city the Gold Medal for Military Valor for heroic resistance during World War II.