Storia e Tradizioni di Lanciano History & Traditions of Lanciano
Benvenuto nella sezione dedicata alla storia e alle tradizioni di Lanciano: Mastrogiurato, Squilla, quartieri storici, Martiri Ottobrini, chiese e memoria cittadina. Per il Miracolo Eucaristico di Lanciano abbiamo creato un approfondimento dedicato, più completo e aggiornato. Welcome to Lanciano’s history and traditions: Mastrogiurato, La Squilla, historic districts, the October Martyrs, churches and local memory. A separate in-depth page is now dedicated to the Eucharistic Miracle of Lanciano.
Il Miracolo Eucaristico di Lanciano The Eucharistic Miracle of Lanciano
Il prodigio eucaristico più antico del mondo The oldest Eucharistic miracle in the world
Storia e Scienza History & Science
L'evento si inserisce in un quadro di forti tensioni religiose. In quel periodo, l’Oriente era scosso dalla lotta iconoclasta scatenata dall'Imperatore Leone III l’Isaurico, che perseguitava il culto delle immagini sacre. Per sfuggire alle violenze, molti monaci greci cercarono rifugio in Italia; tra questi vi erano i monaci basiliani, discepoli di San Basilio, che si stabilirono in diverse località, inclusa Lanciano.
Al centro della vicenda troviamo un monaco di rito orientale del quale non conosciamo il nome, ma di cui un documento del 1631 traccia un profilo psicologico preciso: un uomo colto nelle scienze umane ma vacillante nella fede. Tormentato dal dubbio teologico sulla reale presenza di Cristo nell'Eucaristia, il monaco stava celebrando la Messa quando, subito dopo le parole della consacrazione, avvenne l'inatteso: l'ostia si trasformò visibilmente in Carne e il vino in Sangue.
I racconti descrivono il celebrante inizialmente paralizzato da una "divina estasi", in un misto di timore e confusione. Superato lo shock iniziale, il suo turbamento si trasformò in una gioia profonda. Con il volto bagnato dalle lacrime, si rivolse ai fedeli presenti invitandoli a testimoniare il mistero: "Venite, fratelli, e mirate il nostro Dio fatto vicino a noi". Secondo la tradizione, quel gesto non fu solo una risposta al dubbio personale del monaco, ma un segno svelato per l'intera comunità.
Le reliquie oggi Ancora oggi, le testimonianze fisiche di quel mutamento — la Carne e il Sangue — sono conservate e venerate in un’urna presso la chiesa di San Francesco, restando uno dei punti di riferimento più significativi per la devozione eucaristica mondiale.
Le Reliquie del Miracolo furono custodite nella chiesetta originaria sino al 1258, passando successivamente dalle mani dei basiliani in quelle dei benedettini (c. 1074) e, dopo la parentesi arcipretale (1229-1252), nelle mani dei francescani.
La vicinanza del fiorente monastero di san Giovanni in Venere (alla periferia di Fossacesia), monastero oggi affidato ai Padri Passionisti, in coincidenza con il tramonto della presenza bizantina, favorì l’insediamento dei benedettini nella chiesa di San Legonziano, appunto tra gli anni 1047 e 1076.
Il monastero benedettino cominciò a vivere e a conoscere la sua inarrestabile parabola discendente a partire dagli anni 1225, in seguito a fattori interni e a comportamenti antimperiali, che ne decretarono l’espulsione da Lanciano nel 1229. E così la chiesa del Miracolo fu affidata al clero locale, nella persona dell’arciprete fino alla venuta dei francescani il 3 aprile dell’anno 1252.
Nel 1258 i frati francescani ricostruirono la chiesa e la dedicarono a San Francesco. Questi religiosi, a loro volta, dovettero lasciare il luogo nel 1809, quando Napoleone I soppresse gli ordini religiosi. Essi riebbero il loro antico convento solo nel giugno 1953.
Le sacre reliquie, inizialmente protette in un reliquiario d'avorio, trovarono dimora prima nella chiesa di San Legonziano e in seguito in quella di San Francesco.
Un episodio significativo risale al 1° agosto 1566 quando, per sottrarle alle incursioni turche, il frate minore Giovanni Antonio di Mastro Renzo tentò di portarle al sicuro lontano dalla città. Tuttavia, dopo un'intera notte di cammino, il frate si ritrovò incredibilmente ancora alle porte di Lanciano: interpretò l'evento come un segno divino che lo chiamava a restare per proteggere il miracolo in quel luogo.
Passato il pericolo, i resti furono custoditi con estrema cura in un vaso di cristallo, protetto da un armadio ligneo con quattro chiavi. Solo nel XX secolo ricevettero la sistemazione attuale: dal 1923, infatti, la 'carne' è incastonata in un ostensorio a raggiera, mentre il sangue è conservato in un calice di cristallo alla sua base.
Le indagini scientifiche: il responso della medicina A differenza di molti altri eventi legati alla tradizione, il Miracolo di Lanciano è stato oggetto di rigorosi accertamenti scientifici. L’indagine più importante fu condotta tra il 1970 e il 1971 dal professor Odoardo Linoli, docente di Anatomia e Istologia Patologica presso l’Università di Siena, i cui esiti furono ulteriormente confermati nel 1981.
Dalle analisi di laboratorio emersero dati sorprendenti. Venne accertato che le reliquie sono composte da carne e sangue di natura umana. Nello specifico, l’esame istologico rivelò che la "carne" è costituita da tessuto muscolare striato del miocardio (il cuore), appartenente al ventricolo sinistro. Un altro elemento di grande rilievo fu l'identificazione del grupo sanguigno AB, lo stesso riscontrato sulla Sacra Sindone di Torino.
Sotto il profilo biochimico, il sangue presenta le medesime proteine e i sali minerali che si ritrovano nel sangue fresco, nonostante siano trascorsi più di dodici secoli dal prodigio. L’aspetto che più ha interrogato la scienza riguarda la conservazione: i tessuti, pur essendo stati esposti per secoli agli agenti atmosferici e biologici senza alcuna protezione ermetica, non presentano tracce di sostanze conservanti o mummificanti.
Per una lettura documentata delle analisi e delle successive ricostruzioni è utile consultare le fonti del Santuario e il percorso tematico BeWeB della Chiesa Cattolica italiana.
Uno degli aspetti più affascinanti emersi dalle indagini moderne riguarda la straordinaria convergenza tra il Miracolo di Lanciano e la Sacra Sindone di Torino. Sebbene i due reperti abbiano origini e storie completamente diverse, la scienza ha evidenziato un punto di contatto fondamentale: il gruppo sanguigno AB.
Questa identità ematologica non è isolata, poiché il gruppo AB — uno dei più rari nella popolazione mondiale — è stato riscontrato anche in altri reperti legati alla Passione, come il Sudario di Oviedo e la Tunica di Argenteuil. Per i credenti e molti studiosi, questa coincidenza costituisce una sorta di "firma biologica" comune, che collega le reliquie eucaristiche all'immagine dell'uomo dei dolori impressa sul telo sindonico.
Questa uniformità di dati, ottenuta con tecnologie indisponibili all'epoca del prodigio, aggiunge un ulteriore livello di profondità alla ricerca, suggerendo una misteriosa continuità tra il sangue versato sulla Croce e quello manifestatosi sull'altare di Lanciano.
Il Miracolo Eucaristico di Lanciano rappresenta un caso unico nel panorama dei fenomeni religiosi, capace di sfidare i secoli e di interrogare la ragione moderna. Nato in un’epoca di crisi e dubbi teologici nell’VIII secolo, il prodigio non è rimasto confinato in una narrazione antica o in una leggenda medievale, ma ha attraversato la storia sopravvivendo a incursioni belliche, tentati furti e all’usura del tempo.
The event took place in a context of strong religious tensions. At that time, the East was shaken by the iconoclastic struggle unleashed by the Emperor Leo III the Isaurian. To escape the violence, many Greek monks sought refuge in Italy; among these were the Basilian monks, disciples of St. Basil, who settled in various places, including Lanciano.
At the center of the story we find a monk of oriental rite whose name we do not know, but of whom a document from 1631 traces a precise psychological profile: a man educated in human sciences but faltering in faith. Tormented by theological doubt about the real presence of Christ in the Eucharist, the monk was celebrating Mass when, immediately after the words of consecration, the unexpected happened: the host visibly transformed into Flesh and the wine into Blood.
The tales describe the celebrant initially paralyzed by a "divine ecstasy". Overcoming the initial shock, his turmoil turned into profound joy. He turned to the faithful present inviting them to witness the mystery: "Come, brothers, and look at our God made close to us."
The relics today Even today, the physical evidence of that change — the Flesh and Blood — are preserved and venerated in an urn at the church of San Francesco, remaining one of the most significant landmarks for global Eucharistic devotion.
The Relics of the Miracle were kept in the original small church until 1258, passing from the hands of the Basilians to those of the Benedictines and finally into the hands of the Franciscans. In 1258 the Franciscan friars rebuilt the church and dedicated it to St. Francis.
Passed the danger of Turkish raids in the sixteenth century, the remains were guarded with extreme care in a crystal vase. Only in the twentieth century did they receive their current arrangement: since 1923, the 'flesh' is set in a sunburst monstrance, while the blood is kept in a crystal chalice at its base.
Scientific investigations: the medical verdict Unlike many other events linked to tradition, the Miracle of Lanciano was the subject of rigorous scientific investigations. The most important investigation was conducted between 1970 and 1971 by Professor Odoardo Linoli, professor of Anatomy and Pathological Histology at the University of Siena.
Surprising data emerged from the laboratory analyses. It was established that the relics are composed of human flesh and blood. Specifically, the histological examination revealed that the "flesh" consists of striated muscular tissue of the myocardium (the heart). Another element of great importance was the identification of the blood group AB, the same found on the Holy Shroud of Turin.
These results were subsequently validated by a medical commission appointed by the World Health Organization (WHO) and the UN, which in 1973 carried out over 500 tests, concluding that science is unable to explain how the human body, without any treatment, can be preserved in such a state for such a prolonged time.
This hematological identity is not isolated, as the AB group — one of the rarest in the world population — has also been found in other relics linked to the Passion, such as the Shroud of Oviedo. For believers and many scholars, this coincidence constitutes a sort of common "biological signature".
The Eucharistic Miracle of Lanciano represents a unique case in the panorama of religious phenomena, capable of challenging the centuries and questioning modern reason.
Storia e Cultura History & Culture
Il Mastrogiurato The Mastrogiurato
La carica fu istituita nel 1304 da re Carlo II d'Angiò. Inizialmente introdotta in molte città del Regno di Napoli, serviva ad affiancare il Sindaco nell'amministrazione locale, assolvendo, fra l’altro ed in particolare, gli incarichi di sorveglianza dei mercati e degli approvvigionamenti cittadini, dell’apertura e chiusura delle porte e del traffico che entrava ed usciva dalla città.
Da numerosi atti notarili del 1500 apprendiamo poi che le Fiere di Lanciano si svolgevano nell’ampia zona oggi occupata dalla fiera, dall’ippodromo, Villa delle Rose, dalla ferrovia Sangritana e dal Mancino ed al centro di tale area sorgeva un grande edificio con porticato all’interno del quale, in periodo di fiera, venivano ospitati il tribunale civile e penale, gli uffici del Mastrogiurato, i banchi della dogana, e forse anche le carceri.
Il Mastrogiurato veniva eletto dal Consiglio ogni sei mesi e doveva appartenere alla nobiltà o alla ricca borghesia.
I Poteri e le Fiere A Lanciano questo ruolo divenne subito fondamentale per due motivi principali: l’importanza delle sue celebri Fiere, che richiamavano mercanti da ogni dove, e il suo status di "Città demaniale". Essendo sotto la diretta autorità del Re e non di un nobile locale, la città era gestita da un Governatore Regio.
In breve tempo, Lanciano espanse la sua influenza acquisendo diversi territori, trasformandosi in "Città Baronessa". Questo le conferiva poteri tipici dei feudatari: poteva riscuotere tasse, nominare amministratori (i "Massari") e gestire un proprio esercito.
In tempo di pace, era proprio il Mastrogiurato a guidare e addestrare queste guardie, utilizzandole per pattugliare le strade e garantire l'ordine durante i mercati. In caso di guerra, il contingente arrivava a contare circa 400 uomini, che si esercitavano abitualmente nel campo dietro le Torri Montanare.
I regnanti, specialmente gli Aragonesi, concessero a Lanciano enormi privilegi come premio per la sua fedeltà. Il Mastrogiurato acquisì poteri straordinari: durante le fiere diventava la massima autorità, amministrando la giustizia al posto del Governatore Regio e garantendo la sicurezza (la "Pace di Fiera") a mercanti di ogni origine o religione. La città ottenne persino il diritto di avere una propria zecca e di stabilire pesi e misure ufficiali.
L'apertura delle fiere era un evento solenne: un’imponente sfilata portava gli stendardi reali e cittadini dal Palazzo del Pubblico fino al Prato della Fiera. Qui il Mastrogiurato leggeva il "Bando", confermando immunità e agevolazioni fiscali per tutti i partecipanti.
Il Declino Tuttavia, dalla metà del 1500, l'arrivo di governatori spagnoli corrotti segnò l'inizio di un declino: questi funzionari cercarono di sabotare l'autonomia di Lanciano e i suoi privilegi per estorcere denaro ai mercanti.
Nonostante i ricorsi vinti presso i tribunali di Napoli, la situazione non migliorò: i governatori spagnoli ignorarono le sentenze, continuando a vessare i mercanti e arrivando persino ad arrestare il Mastrogiurato e le sue guardie. Questo clima di soprusi causò l'inevitabile declino di Lanciano; i mercanti iniziarono a disertare le fiere, trascinando la città in una profonda crisi economica nel XVII secolo.
Nemmeno il passaggio sotto il controllo dei Marchesi D’Avalos riuscì a invertire la rotta: i tentativi di rilanciare le fiere fallirono e gli eventi si ridussero a semplici mercati locali. La carica del Mastrogiurato sopravvisse, seppur svuotata del suo antico potere, fino al 1806, quando l'amministrazione napoleonica la soppresse definitivamente sostituendola con la figura del "2° Eletto".
La Rievocazione Moderna La rievocazione storica moderna è nata nel 1981 grazie all'impegno dell'Associazione Culturale "Il Mastrogiurato". L'obiettivo era quello di recuperare le antiche tradizioni legate alle fiere medievali e celebrare l'importante figura del magistrato cittadino.
Oggi l'evento si svolge ogni anno tra la fine di agosto e l'inizio di settembre durante la "Settimana Medievale". Il programma include la sfida tra i quattro quartieri storici (Sacca, Borgo, Civitanova e Lanciano vecchia) e l'allestimento di villaggi d'epoca con taverne e mercati. Il momento più atteso è la domenica conclusiva, quando un imponente corteo attraversa il centro città per celebrare l'investitura solenne del nuovo Mastrogiurato.
La rievocazione storica del Mastrogiurato ha ottenuto molti, significativi, riconoscimenti: è stata indicata come “manifestazione di interesse regionale” dalla Regione Abruzzo; ha ottenuto il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Senato della Repubblica; ha partecipato a diverse trasmissioni RAI di cui alcune su Rai International e Mediaset.
The office was established in 1304 by King Charles II of Anjou. Initially introduced in many cities of the Kingdom of Naples, it served to assist the Mayor in local administration, carrying out tasks such as the surveillance of markets and city supplies, the opening and closing of gates, and the traffic entering and leaving the city.
The Mastrogiurato was elected by the Council every six months and had to belong to the nobility or the wealthy bourgeoisie.
Powers and the Fairs In Lanciano this role immediately became fundamental for two main reasons: the importance of its famous Fairs, which attracted merchants from everywhere, and its status as a "State City".
During peacetime, it was the Mastrogiurato who led and trained city guards, using them to patrol the streets and maintain order during markets. In case of war, the contingent could reach about 400 men.
Rulers, especially the Aragonese, granted Lanciano enormous privileges. The Mastrogiurato acquired extraordinary powers: during the fairs he became the highest authority, administering justice instead of the Royal Governor and ensuring security (the "Peace of the Fair") to merchants of any origin or religion. The city even obtained the right to have its own mint and to establish official weights and measures.
The opening of the fairs was a solemn event: an imposing parade carried the royal and city banners to the Fair Meadow. Here the Mastrogiurato read the "Bando", confirming immunities and tax breaks for all participants.
The Decline However, from the mid-1500s, the arrival of corrupt Spanish governors marked the beginning of a decline: these officials tried to sabotage Lanciano's autonomy and its privileges to extort money from merchants.
This climate of abuse caused the inevitable decline of Lanciano; merchants began to desert the fairs, dragging the city into a deep economic crisis in the 17th century. The office of the Mastrogiurato survived until 1806, when the Napoleonic administration definitively suppressed it.
The Modern Reenactment The modern historical reenactment was born in 1981 thanks to the commitment of the Cultural Association "Il Mastrogiurato". The goal was to recover the ancient traditions linked to the medieval fairs and celebrate the important figure of the city magistrate.
Today the event takes place every year between late August and early September during the "Medieval Week". The program includes the challenge between the four historical districts and the setting up of vintage villages. The most awaited moment is the final Sunday, when an imposing procession crosses the city center to celebrate the solemn investiture of the new Mastrogiurato.
Longino Longinus
Secondo l’agiografia, Longino nacque proprio ad Anxanum e, seguendo la carriera militare, entrò a far parte della Legione Fretense, di stanza in Siria e Palestina intorno al 30 d.C. Le fonti apocrife, come gli Acta Pilati, lo descrivono come il centurione al comando del picchetto di guardia al sepolcro di Cristo. Tuttavia, è l'episodio della Crocifissione a consacrarlo alla storia: fu lui a trafiggere con la propria lancia il costato di Gesù per accertarne la morte.
La leggenda narra che Longino soffrisse di una grave malattia agli occhi e che gli schizzi di sangue e acqua fuoriusciti dalla ferita del Nazareno, bagnandogli il volto, lo guarirono all'istante. Questo prodigio fisico fu l'inizio di una profonda metamorfosi spirituale: la vista ritrovata divenne metafora della fede, portandolo a esclamare la celebre confessione: «Vere iste Filius Dei erat» (Veramente costui era Figlio di Dio).
Il Ritorno ad Anxanum e il Martirio Sebbene alcune tradizioni collochino il suo martirio in Cappadocia, la memoria frentana rivendica con forza il ritorno di Longino nella città natale dopo il congedo. Si racconta che il soldato convertito portò con sei ad Anxanum reliquie dal valore inestimabile: la Sacra Lancia e un’ampolla contenente il sangue raccolto ai piedi della Croce.
Ad Anxanum, Longino avrebbe dedicato la sua vecchiaia alla predicazione e alla carità, donando tutti i suoi beni ai poveri. Questo fiero carattere, in cui oggi si riconosce la tempra lancianese, attirò però l'ostilità delle autorità locali. Catturato e giustiziato per decapitazione, Longino divenne il primo martire della terra frentana.
Nel luogo della sua sepoltura, sopra le rovine di una cappella che fungeva da suo antico luogo di culto, sorse nell’VIII secolo il convento di San Legonziano (nome derivato proprio da "Longino"), sito dell'attuale Santuario del Miracolo Eucaristico.
L'Eredità Frentana Il legame tra il Santo e la città è così profondo da averne influenzato l'identità visiva e nominale. La credenza popolare vuole infatti che il nome latino Anxanum si sia trasformato nel tempo in Lanxianum e poi in Lanciano, proprio in omaggio alla "prodigiosa lancia" del centurione.
Ancora oggi, lo stemma della città riflette questa eredità: una lancia che punta verso il cielo sopra tre colli, i tre nuclei originari della città vecchia. Inoltre, la figura di Longino funge da precursore spirituale al celebre Miracolo Eucaristico. Il legame tra il sangue di Cristo da lui raccolto (spesso identificato nel mito con il Sacro Graal) e la trasformazione delle specie eucaristiche avvenuta secoli dopo nello stesso luogo, crea un ponte eterno tra i misteri della Passione e il cuore spirituale dell’Abruzzo.
According to hagiography, Longinus was born right in Anxanum and, following a military career, joined the Fretensis Legion, stationed in Syria and Palestine around 30 AD. Apocryphal sources describe him as the centurion commanding the guard at Christ's tomb. However, it is the episode of the Crucifixion that consecrates him to history: it was he who pierced the side of Jesus with his spear to ascertain his death.
Legend has it that Longinus suffered from a severe eye disease and that the splashes of blood and water flowing from the Nazarene's wound, bathing his face, instantly cured him. This physical prodigy was the beginning of a profound spiritual metamorphosis: his restored sight became a metaphor for faith, leading him to exclaim the famous confession: «Truly this man was the Son of God».
The Return to Anxanum and Martyrdom Although some traditions place his martyrdom in Cappadocia, the local memory strongly claims the return of Longinus to his hometown after his discharge. It is said that the converted soldier brought with him to Anxanum relics of inestimable value: the Holy Lance and an ampulla containing the blood collected at the foot of the Cross.
In Anxanum, Longinus would have dedicated his old age to preaching and charity, giving all his possessions to the poor. Captured and executed by beheading, Longinus became the first martyr of the local land.
In the place of his burial, above the ruins of a chapel that served as his ancient place of worship, rose in the eighth century the convent of San Legonziano (a name derived from "Longinus"), the site of the current Sanctuary of the Eucharistic Miracle.
The Local Heritage The bond between the Saint and the city is so deep that it has influenced its visual and nominal identity. Popular belief has it that the Latin name Anxanum transformed over time into Lanxianum and then into Lanciano, precisely in homage to the centurion's "prodigious lance".
Even today, the city's coat of arms reflects this heritage: a spear pointing to the sky over three hills, the three original nuclei of the old city. Furthermore, the figure of Longinus serves as a spiritual pre-cursor to the famous Eucharistic Miracle. The link between the blood of Christ he collected and the transformation of the Eucharistic species that occurred centuries later in the same place creates an eternal bridge between the mysteries of the Passion and the spiritual heart of Abruzzo.
Musei di Lanciano Museums of Lanciano
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Monumenti e Quartieri Storici Landmarks & Historical Districts
Quartieri Storici Historical Districts
In seguito al crollo dell'Impero Romano, Lanciano subì prima i saccheggi dei Goti e poi la distruzione totale da parte dei Longobardi tra il V e il VI secolo. Con l'arrivo del Medioevo la città venne completamente cinta da mura per difendersi dalle continue invasioni e tutelare sia gli abitanti che i numerosi mercanti che arrivavano per le fiere.
Il centro urbano prese forma sulle colline di Erminio, Selva e Pietroso, protetto da nove porte d'ingresso molto strette. Poiché le campagne erano esposte ai pericoli, i contadini cercavano rifugio nella parte fortificata in caso di attacco. Ciascun quartiere sorgeva su un proprio colle ed era strutturato attorno a una via principale da cui partivano vicoli minori, dove la vita della comunità ruotava attorno alla chiesa parrocchiale.
Il cuore di questa espansione fu la Corte Anteana, oggi conosciuta come Piazza Plebiscito. Da questo punto centrale si svilupparono i quattro rioni storici, tra i quali Lancianovecchia detiene il primato come nucleo più antico.
Lancianovecchia Sorge sul Colle Erminio e rappresenta il cuore più antico della città, edificato proprio sulle rovine dell’antica Anxanum romana. Dopo la distruzione subita durante le invasioni barbariche, questo rione fu il primo a rinascere nel Medioevo, diventando il fulcro della produzione artigianale locale, specialmente per la lavorazione di ceramiche, metalli e aghi.
Passeggiando per le sue strade, l'asse principale è via dei Frentani, che ricalca il tracciato di un antico decumano romano. Lungo questo percorso si possono ammirare le Botteghe Medievali del XV secolo, che conservano ancora i portici e i banchi in pietra dove i mercanti esponevano i loro prodotti durante i periodi di fiera.
Il quartiere custodisce monumenti di grande valore, come la Chiesa di San Biagio, la più antica della città, risalente all'XI secolo. Proprio accanto si trova Porta San Biagio, l'unica sopravvissuta delle nove porte che un tempo proteggevano Lanciano. Un altro simbolo iconico è la Torre di San Giovanni, detta anche della Candelora, che svetta solitaria dopo che la chiesa a cui apparteneva venne distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale.
Oggi Lancianovecchia mantiene un’atmosfera suggestiva, fatta di vicoli stretti e palazzi storici che raccontano secoli di storia frentana.
Civitanova Sorge sul Colle Selva e rappresenta l'espansione della città avvenuta intorno all'anno Mille. È il quartiere che meglio conserva l'aspecto monumentale e difensivo, grazie alle maestose Torri Montanare, un imponente complesso fortificato dell'XI-XV secolo che chiude le mura cittadine.
Il cuore religioso del rione è la Chiesa di Santa Maria Maggiore, fondata nel 1227, un capolavoro del gotico abruzzese con un portale monumentale tra i più belli della regione. Passeggiando tra i suoi vicoli si incontrano eleganti palazzi nobiliari che testimoniano l'importanza politica di questa zona nel passato.
Sacca Anche questo quartiere si sviluppa sul Colle Selva, separato da Civitanova da un antico asse stradale. Il suo nome richiama il passaggio delle merci e la riscossione dei dazi all'ingresso della città. È un rione caratterizzato da un'architettura più popolare e mercantile, con strade strette e case addossate le une alle altre.
Il quartiere, sarebbe sorto intorno al 1191 per accogliere ottanta famiglie di ebrei riammessi a Lanciano per ordine del Giustiziere d’Abruzzo con l’obbligo di abitare in un solo quartiere, di portare una fascia gialla di riconoscimento e con il divieto di uscire di notte.
Il monumento simbolo è la Chiesa di San Nicola, che conserva al suo interno preziosi affreschi medievali. La Sacca è storicamente legata ai commercianti che, risalendo dalla zona delle fiere, entravano in città proprio attraverso questo quartiere.
Borgo Edificato sul Colle Pietroso, il Borgo nacque come zona di espansione lungo la via principale che portava verso l'interno della regione. È oggi il rione più celebre a livello internazionale perché ospita il Santuario del Miracolo Eucaristico, situato all'interno della Chiesa di San Francesco.
Pellegrini provenienti da tutto il mondo vengono qui per vedere con i loro occhi la testimonianza del più antico miracolo della storia della cristianità, verificatosi nell’ VIII secolo.
Qui vi è l’accesso al percorso sotterraneo Archeologico che conserva nei locali della Chiesa di San Legonziano bellissimi affreschi cinquecenteschi, raffiguranti episodi dell’Apocalisse.
Oltre a questo luogo di fede, il quartiere vanta altre splendide chiese come Santa Lucia, costruita sopra un antico tempio dedicato a Cerere, e quella di Santa Chiara. Piazza Curzio, situata nel cuore del rione, è uno dei punti più caratteristici, circondata da botteghe e palazzi d'epoca.
Following the fall of the Roman Empire, Lanciano first suffered the pillaging of the Goths and then total destruction by the Lombards between the 5th and 6th centuries. With the arrival of the Middle Ages, the city was completely surrounded by walls to defend against continuous invasions and protect both residents and the many merchants arriving for the fairs.
The urban center took shape on the Erminio, Selva, and Pietroso hills, protected by nine very narrow entrance gates. The heart of this expansion was the Corte Anteana, today known as Piazza Plebiscito. From this central point the four historical districts developed, among which Lancianovecchia holds the record as the oldest nucleus.
Lancianovecchia It stands on the Erminio Hill and represents the oldest heart of the city, built right on the ruins of the ancient Roman Anxanum. After the destruction suffered during the barbarian invasions, this district was the first to be reborn in the Middle Ages, becoming the center of local craft production, especially for ceramics, metals, and needles.
Strolling through its streets, the main axis is via dei Frentani, which traces an ancient Roman decumanus. Along this route, you can admire the Medieval Shops of the 15th century, which still preserve the porticoes and stone counters where merchants displayed their goods during the fairs.
The neighborhood holds highly valuable monuments, such as the Church of San Biagio, the oldest in the city, dating back to the 11th century. Right next to it is Porta San Biagio, the only surviving of the nine gates that once protected Lanciano.
Civitanova It stands on the Selva Hill and represents the city's expansion around the year 1000. It is the neighborhood that best preserves a monumental and defensive look, thanks to the majestic Torri Montanare, an imposing fortified complex from the 11th-15th century that encloses the city walls.
The religious heart of the district is the Church of Santa Maria Maggiore, founded in 1227, a masterpiece of Abruzzese Gothic architecture. Walking through its alleys you encounter elegant noble palaces testifying to this area's past political importance.
Sacca This neighborhood also develops on the Selva Hill, separated from Civitanova by an ancient road axis. Its name recalls the passage of goods and the collection of duties at the city entrance. It features a more popular and mercantile architecture, with narrow streets and tightly packed houses.
The symbol of the district is the Church of San Nicola, housing precious medieval frescoes. The Sacca is historically linked to merchants who, climbing up from the fairgrounds, entered the city through this area.
Borgo Built on the Pietroso Hill, the Borgo was born as an expansion zone along the main road leading inland. Today it is internationally famous because it houses the Sanctuary of the Eucharistic Miracle, inside the Church of San Francesco.
Pilgrims from all over the world come here to see the evidence of the oldest miracle in the history of Christianity, which occurred in the 8th century.
Besides this place of faith, the district boasts other beautiful churches like Santa Lucia, built over an ancient temple dedicated to Ceres, and Santa Chiara. Piazza Curzio, located in the heart of the district, is one of the most characteristic spots, surrounded by old shops and palaces.
Tradizioni e Memoria Storica Traditions & Historical Memory
La Squilla The Squilla
Le radici di questa usanza risalgono al 1607. L'allora arcivescovo di Lanciano, Paolo Tasso, era solito recarsi a piedi scalzi, nel tardo pomeriggio del 23 dicembre, dal Palazzo Arcivescovile fino alla chiesetta dell'Iconicella (distante circa 2 km dal centro).
Il suo pellegrinaggio penitenziale voleva rievocare il viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme. Per accompagnare il cammino del presule, la campana più piccola della Torre Civica suonava ininterrottamente, da qui il nome "Squilla".
La Celebrazione Oggi Oggi la Squilla rimane un pilastro dell'identità lancianese. Nonostante la modernità, il rito del 23 dicembre resiste come un raro esempio di tradizione che riesce a fermare il caos della vita moderna per riportare l'attenzione sui valori della famiglia, del perdono e della memoria storica.
Il rito della Squilla si apre nel pomeriggio del 23 dicembre con un cammino collettivo che unisce l'intera comunità: un lungo corteo di fedeli e autorità parte dal cuore della città, in Piazza Plebiscito, per percorrere il tragitto che conduce fino alla piccola chiesa dell'Iconicella. Questo pellegrinaggio, che rievoca l'antico gesto penitenziale dell'arcivescovo Paolo Tasso, culmina in un momento di profonda suggestione collettiva quando, alle ore 18:00 precise, la campanella della Torre Civica inizia a diffondere il suo suono sottile e costante.
A quel segnale, tutte le altre chiese di Lanciano si uniscono in un concerto campanario che avvolge la città per un’ora intera, segnando il passaggio dalla dimensione pubblica a quella privata della festa.
Al calare del buio, mentre le campane ancora suonano, la vita cittadina si ferma e il rito si sposta nell'intimità delle case. È qui che avviene il momento più commovente della tradizione, dedicato alla pace e alla riconciliazione familiare: secondo l’usanza, i figli e i membri più giovani della famiglia rendono omaggio agli anziani con il gesto simbolico del bacio della mano, chiedendo perdono per le mancanze dell’anno trascorso. Questo atto di umiltà e rispetto serve a "sciogliere" ogni contrasto e a preparare lo spirito al Natale, concludendosi con lo scambio dei doni e una cena conviviale che anticipa il clima della vigilia, rendendo la serata del 23 dicembre la più sentita e magica del calendario lancianese.
La Poesia di Cesare Fagiani La Squilla è stata celebrata da molti poeti dialettali locali, tra cui spicca Cesare Fagiani, con la sua poesia "La Squijje":
eppure quanta bbene ti sumente!
Tè na vucetta fine, e gna li sente
pure lu lancianese che sta fore!
Ti vùsciche di botte entr'a lu core
nu monne ch'à passate, entr'à la mente
ti squaije nu penzere malamente
nche nu ndu-lin-da-li che sa d'amore.
Ve da na campanelle chiù cumune
eppure ti rifà gne nu quatrale,
ti fa pregà di core,'n ginucchiune.
Ugne matine sone ma nen vale
la voce de lu ciele, pé ugnune,
chi sa pecché! ... le té sole a Natale!"
The roots of this custom date back to 1607. The then archbishop of Lanciano, Paolo Tasso, used to walk barefoot, in the late afternoon of December 23rd, from the Archbishop's Palace to the small church of the Iconicella (about 2 km from the center).
His penitential pilgrimage was meant to recall the journey of Mary and Joseph to Bethlehem. To accompany the prelate's journey, the smallest bell of the Civic Tower rang continuously, hence the name "Squilla" (little bell).
The Celebration Today Today the Squilla remains a pillar of the Lancianese identity. Despite modernity, the rite of December 23rd resists as a rare example of a tradition that manages to stop the chaos of modern life to bring attention back to the values of family, forgiveness, and historical memory.
The rite of the Squilla opens in the afternoon of December 23rd with a collective walk that unites the whole community. It culminates in a moment of profound collective suggestion when, at exactly 6:00 PM, the small bell of the Civic Tower begins to spread its subtle and constant sound.
At that signal, all the other churches in Lanciano join in a bell concert that envelops the city for a whole hour, marking the transition from the public to the private dimension of the holiday.
At nightfall, while the bells are still ringing, city life stops and the rite moves into the intimacy of homes. Here takes place the most moving moment of the tradition, dedicated to peace and family reconciliation: according to custom, children and younger family members pay homage to the elders with the symbolic gesture of kissing their hand, asking for forgiveness for the shortcomings of the past year.
This act of humility and respect serves to "dissolve" any conflict and prepare the spirit for Christmas, ending with the exchange of gifts and a convivial dinner that anticipates the atmosphere of Christmas Eve, making the evening of December 23rd the most heartfelt and magical of the local calendar.
I Martiri Ottobrini The October Martyrs
Tutto ebbe inizio la sera del 5 ottobre. Un gruppo di giovani partigiani, guidati da figure come Trentino La Barba, recuperò le armi dalla caserma di Santa Chiara e tese i primi agguati alle truppe tedesche lungo via dei Bastioni e nel centro storico. La guerriglia si diffuse rapidamente tra i vicoli di Lancianovecchia e del rione Civitanova, sostenuta dal silenzioso aiuto dei cittadini che, dalle finestre delle proprie case, indicavano ai combattenti i movimenti del nemico.
In quella prima fase, la cattura di Trentino La Barba segnò un momento di tragico eroismo: nonostante le brutali torture subite a Castel Frentano, il giovane non tradì i compagni. La mattina seguente, i tedeschi lo condussero lungo viale Cappuccini e, legatolo a un albero, lo accecarono e lo uccisero davanti agli occhi della popolazione come monito, per poi lasciarne il corpo impiccato.
Lungi dal piegarsi al terrore, la città rispose con una seconda, più organizzata ondata di insurrezione. Sotto la guida di ufficiali e civili come il generale Mercadante e Amerigo Di Menno Di Bucchianico, i partigiani occuparono i punti nevralgici della città, dalle Torri Montanare a viale Silvio Spaventa. La battaglia infuriò per l'intera mattinata del 6 ottobre, costringendo il comando tedesco a richiamare ingenti rinforzi da Villa Paolucci. Il bilancio finale fu pesante: 23 lancianesi caddero sotto il fuoco nemico o durante le spietate rappresaglie che seguirono, durante le quali i tedeschi incendiarono i negozi di corso Trento e Trieste. Dall'altra parte, le perdite naziste furono ancora più ingenti, con circa 47 soldati uccisi.
Solo l'intervento diplomatico dell'arcivescovo Monsignor Pietro Tesauri riuscì a frenare la furia distruttrice dell'occupante, evitando lo sfollamento forzato della città. Negli anni successivi, lo spirito di quella rivolta non si spense, confluendo nell'attività di sabotaggio e nella successiva adesione di molti giovani alla celebre Brigata Maiella.
La Memoria e i Monumenti Oggi Lanciano custodisce questa memoria attraverso monumenti e toponomastica. Il Piazzale VI Ottobre, dove avvenne il martirio di La Barba, ospita la lapide commemorativa posta nel primo anniversario della rivolta. Poco distante, il Monumento ai Martiri Ottobrini del 1965 funge da sacrario per i nomi di chi sacrificò la vita, mentre nel centro storico spicca il monumento a Trentino La Barba, scolpito nella pietra della Maiella nel 2016.
Questa eredità è onorata quotidianamente anche dai più piccoli, che frequentano la scuola primaria "Eroi Ottobrini", situata proprio nei pressi dei luoghi dove si combatté per la riconquista della dignità nazionale, valsa alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Le Celebrazioni Odierne Ogni anno, il 5 e 6 ottobre, Lanciano si ferma per onorare la memoria dei suoi martiri con celebrazioni che uniscono istituzioni, scuole e cittadini in un profondo senso di comunità. Il programma solitamente si apre con una fiaccolata commemorativa che attraversa i luoghi simbolo della rivolta, partendo dai vicoli del centro storico per raggiungere i monumenti dedicati agli insorti, un rito che tramanda visivamente il "fuoco" della libertà alle nuove generazioni.
Il culmine delle celebrazioni avviene con la deposizione delle corone d'alloro nel Piazzale VI Ottobre e presso il sacrario in via Ferro di Cavallo, alla presenza delle autorità civili e militari e dei rappresentanti dell'ANPI. Particolare rilievo viene dato al coinvolgimento degli studenti della scuola "Eroi Ottobrini", che partecipano con letture e riflessioni per mantenere vivo il legame tra la storia locale e i valori della Costituzione.
Queste giornate non sono solo un momento di lutto, ma una riaffermazione dell'identità di una città che, nel momento più buio, scelse di non chinare la testa. In conclusione, la rivolta dei Martiri Ottobrini non è solo un evento confinato nei libri di storia, ma un'eredità vibrante che continua a definire Lanciano come città simbolo della Resistenza, ricordando a chiunque attraversi le sue piazze che la libertà è un bene conquistato a caro prezzo.
It all began on the evening of October 5. A group of young partisans, led by figures like Trentino La Barba, recovered weapons from the Santa Chiara barracks and set the first ambushes against German troops along via dei Bastioni and in the historic center. The guerrilla warfare spread quickly through the alleys of Lancianovecchia and the Civitanova district, supported by the silent help of citizens who pointed out enemy movements from their windows.
In that first phase, the capture of Trentino La Barba marked a moment of tragic heroism: despite the brutal torture suffered, the young man did not betray his comrades. The following morning, the Germans led him along viale Cappuccini and, tying him to a tree, blinded and killed him before the eyes of the population as a warning.
Far from bowing to terror, the city responded with a second, more organized wave of insurrection. Under the leadership of officers and civilians like General Mercadante and Amerigo Di Menno Di Bucchianico, the partisans occupied key points of the city. Despite heavy casualties, their heroism earned the city the Gold Medal for Military Valor.
FAQ - Storia e Tradizioni di Lanciano FAQ - History and Traditions of Lanciano
Dove posso approfondire il Miracolo Eucaristico di Lanciano? Where can I read more about the Eucharistic Miracle of Lanciano? ▼
Su ANXA trovi una sezione dedicata al Miracolo Eucaristico di Lanciano, con la storia dettagliata del prodigio avvenuto nell'VIII secolo presso la chiesa di San Legonziano e i risultati delle ricerche scientifiche condotte dal Prof. Linoli nel 1970 che hanno evidenziato la presenza di sangue umano di gruppo AB e tessuto cardiaco. On ANXA you will find a section dedicated to the Eucharistic Miracle of Lanciano, with the detailed history of the prodigy that took place in the 8th century at the church of San Legonziano and the results of scientific research conducted by Prof. Linoli in 1970 showing the presence of human AB blood group and heart tissue.
Cos'è la rievocazione storica del Mastrogiurato a Lanciano? What is the historical reenactment of Mastrogiurato in Lanciano? ▼
Il Mastrogiurato è una solenne rievocazione storica medievale che si tiene a Lanciano a fine estate. Ricorda l'antica fiera istituita nel 1304 da re Carlo II d'Angiò e l'insediamento del magistrato (il Mastrogiurato) che gestiva i mercati. La manifestazione culmina con un suggestivo corteo storico in costumi d'epoca che attraversa la città. The Mastrogiurato is a solemn medieval historical reenactment held in Lanciano in late summer. It commemorates the ancient fair established in 1304 by King Charles II of Anjou and the installation of the magistrate (the Mastrogiurato) who managed the markets. The event culminates in a striking historical parade in period costumes.
Quali sono le tradizioni natalizie tipiche di Lanciano come la Squilla? What are the typical Christmas traditions of Lanciano like the Squilla? ▼
La Squilla è una delle tradizioni più intime di Lanciano: si celebra la sera del 23 dicembre tra le ore 18:00 e le 19:00, quando il suono di una piccola campana posta sulla torre civica (chiamata appunto la Squilla) dà inizio al Natale. Tradizione vuole che in quest'ora i familiari si riuniscano, si scambino gli auguri e compiano gesti di riconciliazione. The Squilla is one of Lanciano's most intimate traditions: it is celebrated on the evening of December 23rd between 6:00 PM and 7:00 PM, when the sound of a small bell on the civic tower (called the Squilla) begins Christmas. Tradition dictates that during this hour, family members gather, exchange greetings and perform acts of reconciliation.
Quali sono i quartieri storici di Lanciano da visitare? Which historical neighborhoods of Lanciano should I visit? ▼
Lanciano conserva quattro quartieri storici di origine medievale: Borgo, Civitanova, Lancianovecchia e Sacca. Ciascun rione ha una propria storia, monumenti e chiese storiche, e ogni anno a fine estate si sfidano nella suggestiva rievocazione e nei giochi storici legati alle fiere medievali del Mastrogiurato. Lanciano preserves four historical neighborhoods of medieval origin: Borgo, Civitanova, Lancianovecchia, and Sacca. Each district has its own history, monuments, and historical churches, and every year at the end of summer, they compete in the historical reenactment and games linked to the medieval fairs of Mastrogiurato.
Chi sono i Martiri Ottobrini di Lanciano? Who are the October Martyrs of Lanciano? ▼
I Martiri Ottobrini sono i giovani partigiani che il 5 e 6 ottobre 1943 insorsero coraggiosamente contro le truppe di occupazione naziste a Lanciano. Il loro sacrificio è valso alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare per l'eroica resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale. The October Martyrs (Martiri Ottobrini) are the young partisans who courageously revolted against Nazi occupation troops in Lanciano on October 5 and 6, 1943. Their sacrifice earned the city the Gold Medal for Military Valor for heroic resistance during World War II.